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REVOCA DELLA QUATTORDICESIMA E DELL’IMPORTO AGGIUNTIVO SUL REDDITO 2021: COME AVVIENE IL RECUPERO SULLE PENSIONI

Il messaggio INPS n. 2514 del 29 luglio 2026 chiude l’operazione avviata con il messaggio operativo n. 1718 del 25 maggio 2026: la revoca definitiva delle prestazioni collegate all’anno reddito 2021 sulle pensioni della Gestione privata integrata, quando non è pervenuta entro il 19 settembre 2025 la dichiarazione della situazione reddituale rilevante. Si tratta di somme corrisposte in via provvisoria ai sensi dell’articolo 35, comma 10‑bis, del decreto‑legge n. 207/2008, e ora definitivamente revocate per mancanza di riscontro reddituale nei termini.

La revoca riguarda due tipi di benefici. Il primo è la somma aggiuntiva, la cosiddetta “quattordicesima”, prevista dal decreto‑legge n. 81/2007 come modificato dalla legge n. 232/2016, che era stata erogata nel 2021 in prima attribuzione e nel 2022 a seguito di successiva concessione sulla base del reddito 2021. Il secondo è l’importo aggiuntivo di 154,94 euro previsto dall’articolo 70, comma 7, della legge n. 388/2000, anch’esso corrisposto nel 2021 e, per alcuni, nel 2022 in relazione allo stesso anno reddituale.

Per la quattordicesima, il recupero degli importi revocati avviene mediante trattenuta sulla pensione in 24 rate mensili a partire dalla mensilità di agosto 2026: il debito viene quindi ripartito su due anni, attenuando l’impatto sulla pensione mensile del singolo beneficiario. Per l’importo aggiuntivo di 154,94 euro, il recupero è invece previsto in 12 rate mensili, sempre con decorrenza da agosto 2026: in questo caso la misura dell’indebito consente una dilazione più breve, limitata a un anno.

Per tutte le posizioni interessate l’INPS ha predisposto una comunicazione specifica, inviata ai pensionati mediante raccomandata. Tale comunicazione ha valore di notifica del provvedimento di revoca e indica in modo puntuale le modalità di recupero adottate (numero delle rate, importo trattenuto, decorrenza). In termini di consulenza, per il pensionato si tratta di verificare attentamente il contenuto della raccomandata, controllare gli importi delle trattenute a partire da agosto 2026 e valutare, con l’assistenza del patronato, se vi siano margini per iniziative di chiarimento o di contestazione qualora la revoca non appaia coerente con la situazione reddituale effettiva dell’anno 2021.

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