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INDENNITÀ DI DISCONTINUITÀ SPETTACOLO (IDIS) 2026: COSA CAMBIA E COME SI PRESENTA LA DOMANDA

By |Published On: Marzo 1st, 2026|Categories: Novità Legislative e Circolari, Previdenza e Pensioni|

Il Messaggio INPS n. 154 del 16 gennaio 2026 aggiorna il quadro operativo dell’IDIS – l’indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo – per l’anno 2026, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2026. L’IDIS, istituita in via strutturale dal d.lgs. n. 175/2023, è una prestazione economica annuale pensata per compensare la fisiologica irregolarità dei redditi di chi lavora nello spettacolo, caratterizzati da periodi alternati di attività e inattività.

Nuovo requisito reddituale: il tetto dei 35.000 euro

La legge di Bilancio 2026 interviene sul requisito di accesso legato al reddito, rendendolo più esplicito e “agganciato” alla logica delle agevolazioni fiscali.

Per la domanda IDIS 2026 (che si riferisce all’anno di competenza 2025) il richiedente deve:

  • avere, nell’anno d’imposta precedente la domanda (quindi il 2025), un reddito ai fini IRPEF non superiore a 35.000 euro;

  • questo reddito va individuato in dichiarazione come “reddito di riferimento per le agevolazioni fiscali” (concetto già noto in ambito bonus fiscali, detrazioni, ecc.).

Non si guarda quindi solo al reddito da lavoro nello spettacolo, ma al reddito complessivo rilevante ai fini IRPEF: un lavoratore dello spettacolo che affianchi altre attività (lavoro dipendente, autonomo, redditi da fabbricati, ecc.) deve verificare il cumulo. In pratica, l’IDIS è pensata come misura rivolta a chi, pur avendo una certa continuità contributiva nello spettacolo, rimane in una fascia reddituale medio-bassa.

Requisito delle giornate contributive: regola generale e deroga “di categoria”

Il secondo pilastro è la discontinuità lavorativa misurata tramite giornate di contribuzione al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (FPLS).

Regola generale 2026:

  • servono almeno 51 giornate di contribuzione accreditata al FPLS nell’anno precedente la domanda (per l’istanza 2026, anno 2025).

Questa soglia rappresenta un equilibrio fra due esigenze:

  • da un lato, escludere i rapporti episodici o del tutto marginali;

  • dall’altro, non pretendere una continuità lavorativa “da tempo pieno”, incompatibile con la natura stessa del settore.

Novità importante: la deroga per gli attori cinematografici o di audiovisivi. Per questa sottocategoria, la legge di Bilancio 2026 attenua il requisito delle 51 giornate, riconoscendo che le dinamiche produttive del cinema e dell’audiovisivo possono generare periodi di intenso lavoro concentrato in poche settimane, alternati a lunghi vuoti. Per loro il requisito è soddisfatto anche quando ricorre una delle seguenti condizioni:

  • almeno 15 giornate FPLS nell’anno precedente la domanda; oppure

  • almeno 30 giornate complessive FPLS nei due anni precedenti la domanda.

In termini pratici, un attore che nel 2025 abbia lavorato solo su un film o una serie per 3–4 settimane, o che abbia lavorato pochi giorni nel 2025 e nel 2024, può comunque accedere all’IDIS se rientra nel tetto reddituale e negli altri requisiti di base già fissati dal d.lgs. n. 175/2023 (che restano invariati e sono richiamati dalle circolari INPS precedenti).

Finestra temporale e canali per la domanda 2026

La domanda per l’IDIS 2026 va presentata in un’unica finestra annuale, con tempistiche molto precise:

  • apertura servizio: 19 gennaio 2026;

  • chiusura e termine ultimo: 30 aprile 2026.

Si tratta di una logica “a finestra” e non continuativa: chi non presenta entro il 30 aprile perde l’accesso alla prestazione per l’anno di competenza. Questo è cruciale anche per patronati e consulenti che seguono artisti e tecnici dello spettacolo.

Canali di presentazione:

  • portale INPS: percorso “Sostegni, Sussidi e Indennità” → “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” → “Vedi tutti” nella sezione “Strumenti” → “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” → “Indennità di discontinuità a favore dei lavoratori dello spettacolo”;

  • credenziali: SPID livello 2 o superiore, CIE 3.0, CNS, eIDAS;

  • Contact Center multicanale: 803 164 da rete fissa (gratuito) o 06 164164 da mobile (a pagamento);

  • Istituti di patronato, con invio telematico per conto dell’interessato.

Per chi assiste i lavoratori (patronati, sindacati, consulenti), è decisivo verificare prima di tutto:

  • il reddito di riferimento 2025 (anche con un pre-calcolo sulla base delle CU e dei dati noti);

  • le giornate FPLS 2024–2025, soprattutto per gli attori cinema/audiovisivo, dove si può giocare sull’alternativa 15/30 giornate.

Tempistica dell’istruttoria e impatto operativo

L’INPS chiarisce che l’istruttoria delle domande IDIS verrà avviata a partire da maggio 2026, cioè dopo la chiusura del periodo di presentazione. Questo significa:

  • nessuna istruttoria “a sportello” man mano che arrivano le domande, ma una gestione per “campagna annuale”;

  • possibile accumulo di pratiche con tempi di definizione concentrati nel periodo maggio–estate 2026;

  • per gli utenti, il fatto che il tempo tra domanda e pagamento non è indice di problema, ma conseguenza del modello di gestione previsto dalla normativa.

Per i lavoratori dello spettacolo è quindi importante non confondere l’IDIS con una “NASpI dello spettacolo”:

  • è una misura annuale, non una prestazione continuativa;

  • è legata a un anno di riferimento (2025 per la domanda 2026);

  • non richiede lo stato di disoccupazione in senso stretto, ma si fonda su discontinuità contributiva e collocazione reddituale entro la soglia.

Lettura di sistema: a chi conviene veramente l’IDIS

Mettendo insieme requisiti e finestra di domanda, si può delineare un profilo-tipo del beneficiario:

  • lavoratore dello spettacolo con una certa intensità di lavoro nell’anno (almeno 51 giornate, o le soglie ridotte per gli attori cinema/audiovisivo), ma non talmente forte da superare i 35.000 euro di reddito complessivo;

  • soggetto che alterna periodi di ingaggio a fasi di inattività, senza però avere un secondo lavoro dipendente stabile che lo porti oltre il tetto reddituale;

  • per gli attori cinema/audiovisivo, figure che fanno una o due produzioni importanti l’anno, con poche giornate concentrate ma compensi non tali da far saltare il limite dei 35.000 euro.

Per studi e patronati che operano nel settore spettacolo, la novità principale del 2026 è proprio la deroga sulle giornate per gli attori, che apre la porta a una platea prima esclusa perché non raggiungeva le 51 giornate, pur vivendo tipicamente di lavoro artistico discontinuo.

In sintesi, l’IDIS 2026 diventa uno strumento un po’ più aderente alla realtà del lavoro nello spettacolo:

  • selettivo sul reddito (tetto a 35.000 euro);

  • più flessibile sulle giornate contributive per alcuni profili artistici;

  • ancorato a una finestra annuale di domanda che richiede programmazione e assistenza informata, pena la perdita dell’annualità.

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